Il tracollo dell'impero romano e dell'Italia contemporanea: curiose analogie.

Quando l’esercito dei Goti guidato da Alarico saccheggiò Roma nell’estate del 410 A.C., Gerolamo che poi divenne santo scrisse “si è spenta la luce più viva del mondo, se può perire Roma, cos’altro ci resta di sicuro?”. Una visione contrapposta invece era data da quegli autori cristiani che videro nella fine dell’Impero Romano un tempestivo intervento divino per salvare l’umanità dal paganesimo.

Recentemente uno storico economico inglese, evidentemente sensibilizzato dal gravoso sistema di tassazione prevalente oggi nel Regno Unito ha interpretato la caduta di Roma come un provvidente evento liberatorio per milioni di europei gravati ormai da tributi insostenibili.

Sulle cause della caduta dell’Impero Romano vi sono innumerevoli tesi ricorrenti. Per alcuni il declino dell’agricoltura ed il diffondersi del latifondo, la caduta della fertilità piuttosto che l’affermarsi dello stato burocratico-assistenziale, per un sociologo americano invece la reale causa sarebbe ascritta all’avvelenamento da piombo della classe aristocratica romana.

In realtà non è stato un singolo elemento a decretare il passaggio epocale bensì l’insieme degli elementi che hanno concorso al risultato finale. Nell’Europa contemporanea e più marcatamente in Italia sono presenti tutti gli elementi tipici del declino che contribuirono alla fine del tempo degli imperatori. La bassa natalità, l’eccesso di burocrazia, il trasferimento del potere da quello esecutivo a quello giudiziario alienando il potere legislativo al parlamento ed il piombo.

L’avvelenamento da piombo oggi più semplicemente potrebbe essere ricondotto all’avvelenamento della democrazia come elemento di disgregazione dello stato unitario operata con la perpetua distorsione informativa a mezzo stampa ed a mezzo elettronico applicando dei rudimenti d’ingegneria sociale tramutati dalle tecniche inglesi imposte in Italia nel secondo dopoguerra mediante il revisionismo storico e la riscrittura dei testi scolastici, il radicale controllo di tutti i mezzi d’informazione, agenzie stampa comprese.

Potrebbe non rientrare nel novero della mera casualità il fatto che Renato Mieli sia stato il primo direttore dell’ANSA.

La Germania dopo essersi ripresa dallo stordimento post-abbattimento del muro, ha ricalibrato la strategia di espansione, facendo leva sulla collaborazione di soggetti compiacenti all’interno delle istituzioni italiane, favorevoli alle politiche espansionistiche di Berlino, a quale beneficio per l’Italia ancora oggi non è dato saperlo. E’ presumibile evidentemente che i benefici siano stati ideologici nella migliore delle ipotesi oppure personali di “altra natura”.

Tornando al tempo dell’antica Roma, potrebbe essere stupefacente la correlazione tra l’avvelenamento da Piombo e l’infertilità, ove il metallo pesante si era reso responsabile di aver falciato le nascite a causa delle proprietà chimiche caratterizzanti, riproducendo lo stesso effetto dell’avvelenamento democratico contemporaneo che riduce la qualità della vita e la capacità finanziaria delle classi medio-basse, causando l’inesorabile declino demografico.

Tuttavia anche questo fenomeno era stato ampiamente previsto dai sostenitori della cd. “decrescita felice” populista, congiuntamente alla riduzione del numero dei deputati e dei senatori, alla revisione del diritto di voto sulla discriminante dell’età anagrafica. Se a tutto questo si aggiunge che i rappresentanti del popolo devono cedere obbligatoriamente una parte dello stipendio ad una società di diritto inglese, forse è davvero il caso di fare serie riflessioni sul futuro del Paese. E’ chiaro che un’Italia con una democrazia debole ed una perpetua crisi della politica che demanda ad altri gruppi di potere le decisioni da assumere diventa molto appetibile per gli antagonisti in un clima di costante e crescente guerra economica.

E’ bene ricordare che l’Italia è sempre stata vista come una colonia dagli amici europei e particolarmente da Francia e Regno Unito che si sono adoperate scientemente nel tenere in costante conflitto interno il Belpaese in modo da limitarne le proiezioni all’esterno.

Uno degli effetti è stata la totale assenza dell’Italia dalle campagne coloniali dell’800 mentre il Regno Unito, la Spagna, l’Olanda, la Danimarca e compari facevano incetta di terre nel mondo. Basti pensare che terminate le terre e gli uomini, gli inglesi aprirono le porte di tutte le carceri inglesi riversando i galeotti sulle navi dirette in Australia. Libertà in cambio dell’impegno a colonizzare la nuova terra.

Il colpo di grazia per l’Italia giunse terminata la campagna coloniale con l’invio di Garibaldi a seguito di un accordo Franco Inglese per “unificare” un Paese che andava razziato dal Regno delle due Sicilie fino allo Stato Pontificio, cosa che avvenne con precisione chirurgica. Pensare che Garibaldi stava per essere inviato a colonizzare l’australia essendo ospite delle carceri inglesi in qualità di brigante e Camillo Benso di Cavour definito “padre della patria” non parlava italiano. Cornuti e mazziati si dice nel gergo tecnico borbonico. Via gli spagnoli dunque lasciando la penisola alle cure franco-inglesi.

In aggiunta oggi ci affidiamo alle attente cure tedesche che mediante la prosecuzione del quantitative easing da parte della Von Der Leyen sulla scorta di quanto iniziato da Draghi rappresenta una perfetta continuità del progetto franco-tedesco di fare man bassa sulle aziende e sui rispettivi patrimoni degli altri firmatari del patto di Bruxelles. Il costante pompaggio di liquidità nei circuiti bancari sta causando un progressivo aumento del livello generale dei prezzi che non segue un adeguamento retributivo. Le cause di questa politica monetaria sono di lento logoramento della classe media che è già divenuta classe medio-bassa.

Dunque tra dumping interno, concorrenza sleale, regimi fiscali privilegiati etc. non siamo in grado di contenere le barbarie economiche dei nostri partner europei. Per tale ragione arriverà il tempo del saldo dei conti così come arrivò il tempo in cui Romani non furono più in grado di contenere i barbari e lo sconquasso che seguì fù profondo e generale. Rufino confessava amaramente “come si può aver l’animo di scrivere? Si è circondati di armi nemiche e d’attorno non si vedono che città e campi devastati”. In effetti le attività intellettuali contemporanee sono marcatamente limitate. Queste condizioni dettero vita al cd. Medioevo, i cui primi secoli vennero definiti “secoli bui” ma è proprio nel buio che accadono cose strane. 

Filippo di Vitry, segretario di Filippo VI spiego la cosa così: “per sfuggire alle calamità incombenti la gente si divise in tre parti. Una si incaricò di pregare il Signore Domineddio. La seconda si dedicò al commercio e all’agricoltura. Ed infine, per proteggere le due suddette parti da ingiustizie e da aggressioni, furono creati i Baroni”. In realtà Filippo di Vitry commise un’epocale svista in questa ricostruzione, ove i Baroni tutti gli interessi avevano, tranne che quello di proteggere le altre due parti sociali da ingiustizie. Anzi, non perdevano occasioni per concludere affari molto convenienti per proprie finanze. Avendo ben inteso che più si menavano le mani e più si guadagnava, decisero di aggiungere violenza su violenza, ruberia su ruberia.

Altra sorprendente analogia dunque, i Baroni Europei che grazie alla restaurazione operata mediante la firma dei trattati di Bruxelles, hanno moltiplicato il patrimonio. Non a caso la distanza tra ricchi e poveri è in costante aumento.